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La vecchia Pieve
Parrocchia Santa Maria Nascente
 
 
 
 
 
 
Il dicastero pievano di Coccaglio ( Bs)      
 
 
Cappalla della Madallena ( affresco del Rubagotti ) Che Coccaglio sia stato il centro amministrativo del vasto " pagus ", costituito sulla riva sinistra del medio corso dell'Oglio, trova conferma molto valida dal fatto che con l'organizzazione del cristianesimo nell'Italia Settentrionale Coccaglio, verso la metà del IV° secolo divenne sede della più importante pieve cristiana da cui dipese non solamente l'organizzazione ecclesiastica, ma anche, per le situazioni storiche verificatesi, quella sociale ed amministrativa di gran parte del territorio dell'antico "pagus" romano. Le pievi più antiche e prestigiose, infatti, costituitesi durante il marasma politico e militare delle invasioni barbariche, sostituirono l'organizzazione pagese e diventarono quelle meravigliose istituzioni che favorirono la fusione delle stirpi stratificatesi sui territori bresciani, le formarono all'idea della comunità e promossero il formarsi delle vicinìe rurali prima e dei cittadini dei comuni poi. Una tradizione ben fondata e documentata vuole che il Vangelo sia stato diffuso a Brescia all'inizio del III° secolo da sant'Anatalone, vescovo di Milano, le cui spoglie sono state trovate nella chiesa di san Fiorano sui Ronchi a Brescia.

la navata centrale vista dal presbiterio Altro evangelizzatore del territorio bresciano fu san Calimero, quarto vescovo di Milano vissuto nella seconda metà del III° secolo. Si può quindi pensare che gli evangelizzatori di Brescia siano passati per Coccaglio, posto sulla principale direttrice Milano - Brescia e che abbiano pure lasciato qualche segno del loro passaggio.

scorcio del presbiterio Nei rapporti fra la Chiesa di Milano e quella di Brescia emerge la figura del vescovo Ambrogio, che per adeguare la Chiesa alle possibilità offerte dai decreti imperiali del 380 e del 392, che facevano del cristianesimo la religione ufficiale dell'impero, istituì le sedi vescovili nei municipi che ancora ne erano privi (Como e Lodi) e che preparò una scelta schiera di presbiteri e diaconi ai quali affidare le cappelle e le basiliche che andavano sorgendo alla periferia di Milano. Le cappelle e basiliche che andavano sorgendo , non erano ancora delle pievi poiché mancavano del fonte battesimale e di qualche autonomia. In questo periodo storico a Brescia veniva acclamato vescovo san Gaudenzio, obbligato da sant'Ambrogio ad accettare la sede vescovile.. anch'egli seguì la strategia di Ambrogio, stabilendo nei centri principali della provincia delle cappelle o basiliche, soprattutto là dove era possibile l'accesso e dove confluivano le principali strade.
Qui si pone la storia della comunità cristiana di Coccaglio. Questo paese, importante nodo stradale e centro del " pagus ", dovette diventare uno dei centri più significativi di diffusione del cristianesimo della provincia bresciana.
la navata centrale vista dal portale d'ingresso Qui viene posta la costruzione della prima cappella ( san Fiorano ), voluta da san Gaudenzio, sul territorio di Coccaglio. Le fondamenta di questa prima cappella superano i due metri e mezzo di profondità ed un tratto di muro supera il metro e mezzo di spessore.
un altro scorcio della navata centrale Ciò conferma che nel corso dei secoli sono stati fatti sulla medesima vari interventi e rifacimenti. La facciata, era inoltre, rivolta ad Oriente e questa è una caratteristica delle chiese paleocristiane edificate prima del VI° secolo. Questa chiesetta sorgeva su un'area cimiteriale antichissima, forse precristina. Purtroppo nessuno mai ha seguito la rimozione delle sepolture fatta dopo la cessione a privati della chiesetta e dell'area circostante da parte del municipio. Pur essendo andate perse molte testimonianze esistono ancora le tombe più antiche che sono collocate alla profondità di due e più metri ( essendo l'area soggetta ad interramento naturale) , alcune di queste tombe sono venute alla luce e distrutte in seguito a lavori di scavo.
la navata centrale vista dal presbiterio Questa chiesa sorgeva su un importante via di comunicazione che collegava Brescia con Milano, Cremona e Bergamo. La costruzione della prima chiesetta viene posta fra il IV° e V° secolo ( come documenti di archivio postumi narrano).
L'esistenza della chiesetta di san Fiorano di Coccaglio è documentata in una pergamena del 1160, conservata nell'archivio storico di Milano, nella quale si afferma che un certo Rusellus Giovanni donava, alla chiesa di san Giovanni in Brescia una sua terra in Coccaglio la quale si trovava " supra Sanctum Florianum".
È probabile che questa piccola chiesetta, poi ampliata dopo la visita pastorale del 1565 compiuta dal vescovo Bollani, possa essere stata, per la sua antichità ( IV° - V° secolo) la sede della prima pieve di Coccaglio.

la facciata I più antichi documenti scritti che riguardano Coccaglio ed il suo territorio risalgono all'anno 1000: sono una trentina di pergamene che si trovano nell'Archivio di Stato di Milano. Tra questi documenti troviamo quello di un certo Giacomo de Corettis il quale nel suo testamento del 29 marzo 1501 stabiliva che i suoi eredi trasformassero sei quarte di grano ( 75 chilogrammi) in pane da distribuire sulla porta grande del castello di Coccaglio per ogni povero che fosse venuto a bussare alla porta della pieve. Dunque il dicastero pievano di Coccaglio era posto su " iuxta Sanctum Milanum" cioè nei pressi dell'antica chiesa di sant' Emiliano in castello ( e non in san Fiorano ) proprio dove ora sorge la pieve di san Giovanni.

particolare della facciata: muro originale La chiesa di sant' Emiliano è stata incorporata all'attuale edificio del dicastero pievano di san Giovanni e più precisamente è stata individuata nella cappella in testa alla navata di destra. Durante il recente lavoro di restauro e consolidamento si è scoperto che sulla muratura esterna dell'abside di questa cappella si riscontrano ancora tracce di finestrelle chiuse che ci fanno pensare almeno due interventi effettuati in tempi diversi.
Possiamo affermare, anche con documento pergamenaceo, che verso la fine dell' XI° secolo, l'incremento demografico, le maggiori possibilità economiche, il fervore religioso del tempo ed il maggior numero di festività hanno convinto il Popolo Coccagliese a costruire una nuova chiesa in castello accanto alla cappella già esistente, e forse, già ampliata una volta.

una vecchia foto in bianco e nero il complesso della Pieve visto dal campanile E' difficile stabilire il motivo per il quale sia stata dedicata alla Natività di Maria. La nuova dedicazione potrebbe trovare una sua giustificazione dalla circostanza che la consacrazione della pieve sia avvenuta nella festività dedicata alla nascita della Vergine Maria. Come affermano gli storici, in occasione della nuova costruzione, la porta del castello deve essere stata rifatta secondo le strutture delle porte delle fortificazioni dell'epoca che in parte esiste ancora oggi, cinque metri più verso sera. Infatti presupponendo la simmetria della metà orientale del " castrum" romano, più piccolo rispetto al castello medievale, con la metà occidentale, il centro della cinta settentrionale verrebbe a trovarsi spostato di cinque metri a mattina nei confronti del centro dell'attuale entrata.

l'interno della Pieve durante un funerale a inizio '900: dal confronto, emergono le modifiche apportate successivamente la facciata ancora provvista di portico, prima della demolizione Un riscontro dello spostamento della porta d'entrata del castello si ha nel rudere di un grosso muro che, staccandosi in perpendicolare dalla probabile cinta romana, che si trova dietro la cortina muraria che prospetta la piazza Luca Marenzio, si inserisce perpendicolarmente sotto la fondazione della navata della Pieve.
Di quella chiesa romanica rimane la facciata centrale inferiore, tranne il portale rifatto nel 1468, quando a causa di " magnam ruinam", come riferiscono i documenti storici, la pieve venne rifatta a tre navate.
Nella stessa epoca della costruzione della prima pieve (XI° secolo), davanti alla medesima e dentro il "castrum" si ricavò da un antico ambiente preesistente, il battistero di san Giovanni ( diventata proprietà comunale nel XIX° secolo) ristrutturato completamente e consegnato alla popolazione nel 2004.

I tesori dell'antico dicastero pievano di Coccaglio sono di rara bellezza e preziosità.

Da notare sono:

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 Gli altari lignei del XVI° secolo,

 Statue del XV° e XVI° secolo ( Madonna con Bambino, sant'Orsola, santo Abate ed Ecce Homo,

 I " Cinque misteri della Vergine" del Mombello,

 " L'educazione della Vergine " del Paletta,
 " Nascita di san Giovanni" e " Martirio di san Giovanni " del Viviani,

 "Adorazione dei Magi " del Galeazzi e molte altre tele del XVI°- XVII° secolo (tutte queste opere sono
    conservate ora per motivi di sicurezza nella sacrestia maggiore dell' Arcipretale nuova);

 Suppellettili sacri antecedenti il XVI° secolo ed un prezioso patrimonio pergamenaceo, conservato
   sotto protezione, di circa trenta pergamene che partono come datazione dalla fine del X° secolo.
     

Con la costruzione della nuova Chiesa Arcipretale ( 1718 ), dedicata alla Natività di Maria, il titolo del dicastero pievano, dedicato anch'esso alla nascita di Maria, venne sostituito con la dedicazione della pieve a San Giovanni Battista.
     
 
       
 
Gianluca Pedrali      
 
 
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